SOGGIORNO CONTEMPORANEO


Lo spazio dedicato al soggiorno / Living, ha subito nell’arco degli ultimi 6 decenni numerose trasformazioni, dovute alla moda, al cambio dei costumi domestici che la società del Boom economico del dopoguerra si è trovata ad affrontare, ma anche alla tecnologia che ha avuto il suo bel dire su questo ambiente diurno della casa.

Nel primo dopoguerra iniziano ad apparire nei soggiorni le prime madie per il “servizio buono”, rigorosamente in legno, o per i più moderni rivestite di Formica (materiale plastico di rivestimento del compensato ligneo, antesignano dei moderni melaminici) accompagnate da piccole librerie in legno , con struttura a spalla portante a terra, e i primi piccoli divani, pochi elementi statici ed indipendenti appoggiati a terra in un goffo tentativo di riempire lo spazio.

A seguire negli 60, anni dell’esplosione economica e quindi del benessere economico, il concetto del soggiorno si evolve: le librerie a terra diventano più grandi, forse a pari passo con la crescente scolarizzazione che richiedeva anche in casa uno spazio per accogliere la cultura, quindi: libri, enciclopedie, monografie, cataloghi, vinili, sempre accompagnate da madie più moderne e capienti.
Il colore esplode, al di là delle consueti materiali a base lignea, vengono inserite le prime laccature a poro chiuso, nelle ‘nuance’ pastello , imperano i rosa,gli azzurri, i verdi, e la casa si riempie di colore. La Abet laminati e la Kartell iniziano a produrre materiali plastici nuovissimi e utili all’arredamento. Materiali veloci da produrre, veloci da assemblare, il concetto di modulo ripetitivo sul quale iniziare a produrre serialmente l’oggetto d’arredamento, nasce in questi anni. Negli anni 70 ecco che il progetto soggiorno, diventa completo, pareti libreria con programma a spalla portante, inglobano in se il concetto di contenere libri, avere alcuni moduli ad anta chiusa per inserire oggetti, sostituendo quindi madie e vetrine assestanti, e su cui ricavare uno spazio per la tecnologia, ovvero uno spazio per posizionare la Tv, che fino agli 60 erano elementi a assestanti provvisti di loro gambe, diventando in seguito tecnologia in appoggio su mobili. Gli spazi si riempiono di arredi imponenti e articolati dal design strutturato e geometrico e i materiali si diversificano ulteriormente, utilizzando moduli a spalla di base linee laccati opachi a poro chiuso, laccati lucidi a specchio con vari passaggi di lucidatura, laminati placcati su spalle agglomerate di legno di varie fogge e stampe, e certamente e sempre spalle portanti in legno naturale verniciato. Negli anni 80/90, anni del consumismo più sfrenato, la libreria/vetrina/madia, si fondono definitivamente, dai progetti sempre più articolati e completi, e i materiali utilizzati sono volti sempre di più a stupire e a ostentare.
Inseriti all’interno delle composizioni anche elementi illuminati quali faretti dicroici, per effetti luce decorativi.
Dal 2000 in poi, il concetto living si evolve ulteriormente di pari passo con l’evoluzione della Tv che da pesante oggetto con tubo catodico, diventa piatta, sottile e leggera, non si ravvisa più la necessità di avere mobili pesanti e profondi per contenerla. La libreria intesa come spazio atto a raccogliere oggetti di cultura personale, in sé per sé non è più così indispensabile, l’accesso alla cultura è più popolare grazie alla possibilità di scaricare tramite biblioteche multimediali interi libri e pubblicazioni varie tramite internet appunto, prima sui computer portatili di casa e poi sui moderni smartphone. Quindi ad oggi abbiamo la possibilità potendo ampiamente scegliere che tipo di soggiorno avere, se la classica, ma sempre elegante libreria a spalla portante su cui giocare un progetto molto articolato di pieno per vuoto a seconda dell’effettiva esigenza attribuita ad ogni spazio, o altresì un programma più leggero e aereo di moduli sospesi a muro, contenitivi ma calibrati, quasi come le tela dipinte dai padri dell’astrattismo : da Mondrian a Malevic, fatte di linee geometriche, di campiture piene ma anche di aria e di vuoto, di equilibri, di asimmetrie. Quest’ultimo un concetto decisamente nuovo, dopo 50 anni di saturazione degli spazi , di specularità e di simmetrie statiche, ci riporta al concetto di ‘sottrarre’, per riportarci a una dimensione dell’abitare forse più rarefatta, forse più essenziale. Quindi consigli per gli utenti: cosa scegliere? Programma a spalla portante o programma a moduli sospesi? La risposta giusta è estremamente personale e va in base alle mie necessità reali, in base al mio gusto, in base al valido consiglio del progettista/interior designer che mi aiuta a tradurre le mie esigenze in realtà.
L’unica certezza e che con le condizioni attuali è possibile realizzare da uno a più infinito di composizioni diverse, così da far si che la mia casa sia unica e irrepetibile, proprio come me!!!!

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